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Il Tai rosso -winestory-

Il Tai rosso -winestory-

La leggenda narra che questo ceppo abbia avuto come padrino un semplice falegname di Barbarano Vicentino che, suddito e soldato di Maria Teresa d’Austria, militò nel Settecento nel comitato ungherese dello Zemplen. Quando tornò alla sua terra d’origine, portò con se delle barbatelle, le mise a dimora dando inizio così alla coltivazione del Tocai Rosso, oggi Tai Rosso. Questa storia però, non ha elementi di prova attendibili anzi è fuorviante, in quanto il Tai e Tai Rosso italiani non hanno a che vedere con l’omonimo vino dolce ungherese Tokaj. Nascono infatti da tutt’altro vitigno, com’è emerso da recenti studi effettuati dall’Istituto sperimentale per la viticoltura di Conegliano. Il Tai Rosso discende da un vitigno spagnolo noto nell’Aragonese con il nome di Garnacha o Granaxa e, a Siviglia, con il nome di Canonazo. E’ diffuso anche in Francia con il nome di Grenache e in Sardegna, dove diventa Cannonau. Nei Colli Berici giunse nei tempi in cui Avignone divenne città papale, grazie ai vescovi di Barbarano. All’epoca infatti, Barbarano era un importante centro religioso, i vescovi intrattenevano intensi rapporti con i vari papi che si susseguirono e, forse perché arrivate in dono, portarono qui le barbatelle. Iniziò quindi da allora la sua coltivazione nel territorio berico. Per molto tempo non è stato realmente capito e amato, probabilmente perchè lo si vinificava in modo poco accurato. Da diversi anni, insieme ad alcune altre aziende, stiamo portando avanti un progetto di valorizzazione che si concentra, sia sulle tecniche colturali che sulla vinificazione e affinamento. I risultati sono davvero entusiasmanti, degustato giovane, riserva o spumante
sa regalare note e sfumature intense, raffinate, di carattere.
Tai Rosso un vino da ri-scoprire.

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